Adolescenti e suicidio, parlano gli esperti Stampa
LA NUOVA - 24 ottobre 2005 

CICLO DI INCONTRI DELL’ASSOCIAZIONE ADELMA 

L’esperienza della morte è un evento difficile da affrontare, rielaborare il distacco e superare la perdita di una persona cara richiede talvolta un aiuto esterno. Da alcuni anni l’Associazione Adelma è impegnata nel trasmettere la cultura dell’assistenza al lutto, perché coloro che subiscono una perdita affettiva in un certo senso vivono la dolorosa esperienza di essere vivi. Con il ciclo di 5 incontri che si è aperto nell’Auditorium della Provincia di Venezia, l’associazione affronta il tema del rapporto tra adolescenti e il suicidio. Il programma è articolato in 3 incontri con esperti intervallati da 2 incontri dedicati al lavoro di gruppo e coordinati da psicoterapeuti. Gli incontri si chiuderanno il 24 novembre. Gli esperti che interverranno “sono persone poco medianiche che non ne vanno a parlare in tv ma che di queste cose si occupano tutti i giorni”, dice il coordinatore Roberto Cargnelli. Questo progetto è stato realizzato grazie alla Fondazione Alvise Marotta che si propone di finanziare iniziative per la prevenzione dei suicidi, l’assistenza al lutto, una rete dei centri di ascolto e di mutuo aiuto, la lotta al disturbo bipolare, la gestione di uno sportello informativo, la donazione di libri a biblioteche e l’avvio di un centro di documentazione sulle problematiche dei disabili ed il sostegno a distanza. Il programma “modi diversi per sostenere la vita” della Fondazione Alma ha trovato piena realizzazione nei propositi dell’Associazione Adelma. Hanno unito le loro forze per creare ed offrire una occasione di riflessione su un aspetto della vita giovanile con cui in molti hanno drammaticamente fatto i conti. La Fondazione Alma è nata nel 2004 per opera di Umberto e Renata Marotta in memoria del figlio Alvise “un ragazzo come tanti, ma al tempo stesso diverso”, raccontano i genitori. “Alvise era un giovane laureando in Lingue e Letteratura Spagnola. Era un ragazzo con incredibili doti e passioni. Adorava il teatro, la poesia e la letteratura. Se ne è andato in silenzio, all’improvviso, come un attore che all’ultimo atto abbandona la scena, lasciando dietro di sé solo il sipario che si chiude”.
(Ilaria Giaume)