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Paolo Crepet alla Fondazione Alma PDF Stampa E-mail

Il Gazzettino – 6 Novembre 2007

MESTRE - Dopo l'incontro introduttivo con Elvino Miali, Vera Cabras e Fabrizio Ramacciotti proseguono gli appuntamenti della Fondazione Alma dedicati alla prevenzione dei suicidi e al sostegno ai minori. Giovedì, 8 novembre, è in programma un incontro con Roger Mises di Parigi e una tavola rotonda con dieci primari del Triveneto di neuropsichiatria infantile. Il 19 novembre sarà la volta di Lodovico Perulli e il 26 novembre di Luigi Pavan dell'università di Padova e di Gaia Meneghel. Poi il 30 novembre è in programma l'intervento di Marco Settoni presidente di Aid dell'università di Pisa che parlerà del disturbo bipolare. Infine le conclusioni, il 5 dicembre, saranno affidate a Paolo Crepet. Il 2° ciclo di incontri "Liberare la mente, quale aiuto possibile" è aperto a tutte le figure di educatori e ha per tema alcune riflessioni sulla sofferenza psicologica, sulle emozioni in gioco e sulle diverse modalità per affrontarle come la psichiatria, la neuropsichiatria infantile, la psicoterapia ed il counseling. Gli incontri sono gratuiti e si svolgono nell'auditorium della Provincia in via Forte Marghera. Le prenotazioni verranno accettate in ordine di arrivo, sino ad esaurimento dei 300 posti disponibili per ognuno dei seminari. (Informazioni sulla Fondazione Alma e sugli incontri: sito www.alvisemarotta.org, tel. 3939551410 e segreteria della Fondazione Alma in via Colombo 50 a Mestre).
 
Quando un lutto colpisce la scuola PDF Stampa E-mail

GENTE VENETA n. 42, 12 novembre 2005

Nell’ambito del ciclo “Levar la mano su di sé, organizzato dalla Fondazione Alvise Marotta, giovedì 10 novembre, alle 15 presso l’auditorium della Provincia in via Forte Marghera 191 a Mestre, Gina di Cataldo terrà un incontro su “Un lutto improvviso colpisce la scuola: un’ipotesi di intervento. Presentazione di un progetto di prevenzione”. 

 
Adolescenti e suicidio, parlano gli esperti PDF Stampa E-mail
LA NUOVA - 24 ottobre 2005 

CICLO DI INCONTRI DELL’ASSOCIAZIONE ADELMA 

L’esperienza della morte è un evento difficile da affrontare, rielaborare il distacco e superare la perdita di una persona cara richiede talvolta un aiuto esterno. Da alcuni anni l’Associazione Adelma è impegnata nel trasmettere la cultura dell’assistenza al lutto, perché coloro che subiscono una perdita affettiva in un certo senso vivono la dolorosa esperienza di essere vivi. Con il ciclo di 5 incontri che si è aperto nell’Auditorium della Provincia di Venezia, l’associazione affronta il tema del rapporto tra adolescenti e il suicidio. Il programma è articolato in 3 incontri con esperti intervallati da 2 incontri dedicati al lavoro di gruppo e coordinati da psicoterapeuti. Gli incontri si chiuderanno il 24 novembre. Gli esperti che interverranno “sono persone poco medianiche che non ne vanno a parlare in tv ma che di queste cose si occupano tutti i giorni”, dice il coordinatore Roberto Cargnelli. Questo progetto è stato realizzato grazie alla Fondazione Alvise Marotta che si propone di finanziare iniziative per la prevenzione dei suicidi, l’assistenza al lutto, una rete dei centri di ascolto e di mutuo aiuto, la lotta al disturbo bipolare, la gestione di uno sportello informativo, la donazione di libri a biblioteche e l’avvio di un centro di documentazione sulle problematiche dei disabili ed il sostegno a distanza. Il programma “modi diversi per sostenere la vita” della Fondazione Alma ha trovato piena realizzazione nei propositi dell’Associazione Adelma. Hanno unito le loro forze per creare ed offrire una occasione di riflessione su un aspetto della vita giovanile con cui in molti hanno drammaticamente fatto i conti. La Fondazione Alma è nata nel 2004 per opera di Umberto e Renata Marotta in memoria del figlio Alvise “un ragazzo come tanti, ma al tempo stesso diverso”, raccontano i genitori. “Alvise era un giovane laureando in Lingue e Letteratura Spagnola. Era un ragazzo con incredibili doti e passioni. Adorava il teatro, la poesia e la letteratura. Se ne è andato in silenzio, all’improvviso, come un attore che all’ultimo atto abbandona la scena, lasciando dietro di sé solo il sipario che si chiude”.
(Ilaria Giaume)
 
Il primo ciclo di incontri su "Il Gazzettino" PDF Stampa E-mail
IL GAZZETTINO Mestre 5, Giovedì 20 ottobre 2005

DA UNA TRAGEDIA FAMIGLIARE DUE CICLI DI LEZIONI PER PREVENIRE IL SUICIDIO NELLA SOCIETA' GIOVANILE

Si chiama “Fondazione Alma, onlus” e Alma sta per Alvise Marotta, uno studente mestrino morto alla vigilia della laurea in lingue a Ca’ Foscari. La Fondazione si è presentata ieri nella sede di via Colombo 50 (telefono 3939909940, sito internet www.alvisemarotta.iorg, per annunciare l’attività che parte col primo ciclo di incontri sul tema: “Levar la mano su di sé”. Si tratta di itinerari educativi, in collaborazione con l’assessorato alla Pubblica Istruzione della Provincia e con l’associazione Adelma del Comune. Quindici ore di corso tra ottobre e novembre coordinate dal professor Roberto Cargnelli. Le lezioni sono rivolte agli educatori e il tema è scottante: il rapporto tra adolescenti e il suicidio. Il secondo ciclo, previsto nel 2006, affronterà “Le parole per dirlo: come comunicare eventi difficili”.

L’obiettivo è educare soprattutto gli insegnanti che per primi possono cogliere nei giovani i sintomi di un malessere che non raramente porta al suicidio. Ma occorre saper affrontare personalità spesso complesse, avere capacità di dialogo, coinvolgere amici e familiari. Riflessioni quanto mai importanti in una società che vede aumentare il numero delle persone che si tolgono la vita, spesso senza spiegazioni, nascondendo sino all’ultimo il disagio. La Fondazione Alvise Marotta cerca di spiegare che esistono “modi diversi di sostenere la vita”. Il fondatore Umberto Marotta, figura nota nel mondo della fondazioni bancarie, padre di Alvise, impegnato da molti anni nel sociale, vuole che la sua tragedia possa evitarne altre. Alvise era un ragazzo dai mille interessi, con tanti amici, una vocazione per lo spettacolo che esprimeva cantando e con le imitazioni. Ha fatto calare disperatamente il sipario, ma resta per salvare  -con la Fondazione a lui intitolata- altre vite. In pochi mesi la Fondazione ha raccolto quasi 350 mila euro, ha consegnato 400 libri alla Biblioteca del Disabile, 1800 libri alla Biblioteca “Foscari-Massari” per l’Angolo di Alvise e finanziato il sostegno a distanza di bambini ucraini. Il ciclo di incontri, che si terranno dalle 15 alle 18, allarga l’attività della Fondazione. Questo il calendario: domani “Il suicidio giovanile” (relatore professor Salvatore Capodieci); giovedì 27 ottobre “La storia naturale dei suicidi” (professor Francesco Campione); giovedì 20 novembre “Adolescenti e suicidio” (dottor Luigi Colosso); giovedì 17 novembre “Comportamenti autolesionistici” (dottoressa Gina Di Cataldo); giovedì 24 novembre conclusioni col professor Marco Sambin.

 
Contro il disagio PDF Stampa E-mail
GENTE VENETA, Aprile 2005

IN RICORDO DI ALVISE NASCE LA FONDAZIONE MAROTTA

La forza di fare tutto questo me la dà mio figlio Alvise, ne sono sicuro. E a ben guardare i risultati concreti di questa forza interiore, ci si accorge, che l’unione che lega Umberto Marotta, docente universitario ed ex direttore della Fondazione Venezia, e suo figlio Alvise scomparso tragicamente tre anni fa è ancora saldissimo. Una comunione di spirito e di amore familiare che sostiene la famiglia Marotta nella sua nuova vita senza Alvise.

La sfida del 2005 si chiama Fondazione Alvise Marotta Onlus (Fondazione Alma), nata lo scorso dicembre, che inizia la sua operatività proprio in queste settimane. “Con l’aiuto di tantissimi amici e conoscenti –racconta Umberto Marotta  dalla sede dell’Associazione Laureati Università Ca Foscari da lui diretta- ho raccolto una somma considerevole. Quattrocentoventicinque persone che assieme a me hanno fondato un nuovo soggetto giuridico con un capitale versato di 250 mila euro. Io posso garantire che ogni euro raccolto andrà nella direzione giusta, che mi prenderò cura personalmente di questo circuito di fiducia che si è creato attorno al ricordo di mio figlio”.

Sono già trenta i progetti al vaglio della Fondazione Alma Onlus, e Umberto Marotta promette che un occhio di riguardo sarà riservato a tutte. In linea generale, le attività che Fondazione Alma si propone di sostenere sono accomunate dall’attenzione al sociale, al disagio giovanile, all’ascolto, con lo spirito generoso ed altruista che tanto spiccava in Alvise, sempre impegnato nella tutela e nel sostegno ai meno fortunati. “Fondazione Alma –continua Marotta- sosterrà progetti destinati a lenire il disagio giovanile nelle sue manifestazioni più diverse, una rete di centri di ascolto anche in collaborazione con la Caritas diocesana, un servizio di assistenza al lutto che tanto serve a chi rimane, un call center o un potenziamento dei centri telefonici esistenti per rispondere alle “emergenze suicidio”, un monitoraggio nelle scuole dei disturbi comportamentali dei ragazzi, borse di studio per universitari disagiati, promozione di attività culturali o di assistenza sanitaria e di donazione di farmaci ai paesi del Terzo mondo… ho talmente tante idee in testa!”.

Spiega Marotta: “Non sono più un uomo di potere, ho lasciato tre anni fa il mio lavoro per affrontare il lutto, ma sono contento di poter mettere la mia esperienza nel reperimento e nella gestione di fondi e progetti al servizio degli altri, come Alvise avrebbe fatto. Dico sempre che ho un figlio nel cuore e due per mano, due piccoli russi che io e mia moglie abbiamo adottato di recente, cui un giorno racconteremo del loro fratello che non c’è più. Vorrei che potessero scorgerlo nelle opere di bene che riusciremo a portare a termine”.

Donazioni alla Fondazione Alvise Marotta Onlus su c/c postale 61006417 o su c/c bancario 100000006054 presso la Cassa di Risparmio di Venezia, sede di Mestre, ABI 6345, CAB 02020, CIN Y. Informazioni allo 041.5350141. (E.T.)

 
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