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Caro amico ti scrivo

La nostra vita è un insieme di ricordi ed emozioni che ci permettono di individuare momenti felici e spensierati, vissuti armoniosamente.
Le canzoni sono parte integrante di questo processo di ricordi, esse ci aiutano a eliminare i problemi della quotidianità, da giornate troppo amare, nel frattempo rendono la vita più allegra, con il loro ritmo, a tutte le fasce d’età, essendo la musica fonte primaria di vita per l’esistenza dell’uomo. Fra tutte le canzoni che ho sentito, una mi sta particolarmente a cuore ed è “L’anno che verrà” di Dalla, cantante di fama internazionale, e per me uno dei migliori contemporanei. Questa canzone è sempre attuale per la ricchezza del testo e la melodia dell’arrangiamento musicale. Il tutto è un gioco di sentimenti, di sogno, “Caro amico ti scrivo” è un esempio della canzone scritta in forma di lettera, dove ci si rivolge ad una seconda persona, con un “tu”, e quando la canzone è una lettera il dialogo fra i due da spesso l’impressione di essere più intenso, più autentico. Probabilmente è la distanza a richiedere una comunicazione  più energica. “Caro amico ti scrivo…” è una strofa iniziale che esprime molteplici significati, l’amicizia intesa come valore primario della società odierna è l’elemento fondamentale, di rilievo è pure la speranza che porta ad immaginare, un futuro migliore ed idilliaco, ma irrealizzabile. Le strofe successive parlano della sofferenza per la partenza dell’amico, compensata da una rassegnazione interiore.
Lunedì sera ho avuto la fortuna di essere uno degli spettatori del concerto a Mestre di Dalla, intitolato Henna, come il suo ultimo disco.
“L’anno che verrà” è scritto in forma poetica, in essa tutto è melodia, e dolcezza, frutto di una poesia vissuta, nata nel momento in cui la gente la raccoglie per strada . Ecco allora il testo parla da sé e scatta così inequivocabilmente, un tempismo incredibile. “Ci sarà tre volte Natale” è un’altra strofa essenziale per comprendere meglio il vero significato della canzone. Infatti, si esalta il bisogno del calore familiare, dell’amore e della sicurezza, “è festa tutto l’anno”, enuncia l’impossibilità di un vivere lontanissimo dalla realtà dove il sogno è parte predominante di questa società. L’anno nuovo è alle porte e si spera di cancellare i ricordi dolorosi e amari, di un’esistenza spesso sofferta ma ricompensata dall’enorme dono della vita, che poi porterà l’uomo in un percorso di differenti situazioni. La canzone racconta, “qualcuno senza grandi disturbi sparirà”, evidenziando con questa significativa strofa, la perdita di alcune persone care, che durante il nuovo anno probabilmente se ne andranno, per un mondo di mille incognite, ma tutto continua nella normalità più assoluta, perché questa è la regola della vita. Così il cantante si sfoga con il “suo” ipotetico amico, cercando di fargli capire che il sogno e le sue tante magie, persistono nella vita giornaliera, e purtroppo tutto finisce nella consolazione e nella speranza immaginaria, che l’anno che sta lentamente arrivando, passerà, portandosi con sé gioie e dolori di una esistenza vissuta nella perenne speranza dell’irraggiungibile felicità.

 

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