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Paolo Vignola

Una memorabile sera al karaoke

In un freddo sabato sera di circa un paio d’anni fa, io Alvise ed i nostri amici decidemmo di andare al karaoke, una tappa che Alvise amava moltissimo in quanto sapeva che le sue performance erano molto apprezzate da pubblico ed amici.
In quell’occasione ci diede il piacere di riascoltare in due delle sue interpretazioni che meglio gli riuscivano: “My way” di Frank Sinatra e “Pregherò” di Adriano Celentano.
Nella prima il suo modo di cantare sembrava quasi offuscato da una certa emozione, anche perché il locale era davvero stracolmo, e Alvise si sentiva particolarmente al centro dell’attenzione.
Nella seconda invece, molto più disinvolto dopo aver rotto il ghiaccio con il pubblico, diede il meglio di sé non tanto sul piano vocale, quanto su quello interpretativo, con indimenticabili “gag” da star di successo.
Ricordo che mentre tutti, quando dovevano cantare prendevano il microfono e cantavano seduti dal loro tavolo, guardando il monitor dove scorreva il testo della canzone, Alvise non appena sentì la base musicale intonare le prime note di “Pregherò”, si alzò in piedi e si mise a fare una sorta di movenze da divo che suscitarono subito una particolare attenzione  e simpatia da parte del pubblico che lo guardava tra lo stupore e il divertimento.
Ad un certo punto, dopo essere arrivato verso la fine del brano e aver percorso tutto il locale intrattenendosi di tanto in tanto fra un tavolo e l’altro,  Alvise sparì vicino alla porta d’ingresso, lasciando la base musicale andare da sola e,  noi assieme al pubblico a chiederci cosa stesse mai facendo…
Dopo pochi istanti rientrò nel locale dal punto in cui era sparito e non fece nemmeno in tempo a riattaccare l’ultima strofa che il pubblico gli tributò una calorosissima e sonora ovazione appena lo vide riapparire. Fu un momento indimenticabile.
Due nostri amici che erano usciti dal locale per discutere di questioni personali, non si erano accorti che il pubblico gridava: bravo!!!... bis!!!… e allora rientrarono per vedere chi mai fosse il mitico personaggio che aveva incredibilmente alzato la temperatura della serata.
Alvise nel frattempo aveva già terminato la sua carismatica interpretazione e stava tornando al nostro tavolo ringraziando i suoi fans con nobili inchini e smaglianti sorrisi. Il pubblico,  ormai conquistato dal suo modo di porgersi, continuava ad applaudirlo. Non appena si sedette accanto a me, mi disse in un orecchio, come se nulla fosse successo: “Allora…come sono andato?” 

Ritorno a Venezia in auto 

Devo dire che non mi sono mai divertito tanto ad andare in macchina se non quando ero con Alvise. Era capace di commettere imperdonabili, ma leggere, infrazioni trovando una spiegazione per ogni suo bizzarro comportamento. Una sera mentre mi stava riaccompagnando a Venezia, verso la fine del tragitto, dove il ponte della libertà fa la curva, Alvise si mise nella corsia centrale, quella riservata agli autobus e taxi.Io gli dissi: “Alvise, ma devi metterti nella corsia di sinistra, questa è riservata agli autobus!” E lui mi rispose: “Meglio…… così non faccio incidenti…” 

Alvise nel negozio dove lavoravo… 

Un giorno stavo convincendo una anziana signora ad acquistare un telefono di casa del colore diverso da quello che mi aveva richiesto. Lei voleva il colore bianco, io in negozio avevo solo quello rosso. Ad un certo punto, mentre ero con il telefono in mano e la signora mi guardava quasi inorridita, Alvise entrò in negozio e molto educatamente si mise dietro la signora che stava nel frattempo esprimendo le sue perplessità circa il colore troppo vivace e poco intonato all’arredamento di casa sua. Alvise che aveva sentito la nostra conversazione si intromise con molta tranquillità e ad un certo punto disse alla signora. “Ma si…dia un tocco di colore e di vita a casa sua…”

 

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