|
Parlavamo di tutto…
Ci ho messo un po’ di tempo prima di riuscire a buttare giù qualche pensiero, avevo bisogno di razionalizzare quello che la telefonata mi aveva comunicato… ma, prima di iniziare a scrivere di Alvise, volevo complimentarmi per la forza e il coraggio avuto, per riuscire a mettere in piedi la Fondazione in ricordo di Alvise. Siete stati veramente eccezionali e grandiosi.
E’ stato un trauma per me scoprire quello che era successo… tutto mi è stato riferito in una telefonata da Alessandro… ma preferisco non ricordare quella domenica sera… Ancora oggi, ho il suo numero tim memorizzato nella rubrica del telefono e non lo cancellerò mai… perché per me lui è ancora con noi…
Ricordo che eravamo soliti a farci lunghe telefonate ( almeno tre o quattro volte all’anno) il copione era sempre lo stesso. Quando verso le 22.00 circa di sera sentivo suonare il telefono di casa sapevo che era lui, aspettavo solo la voce di mia mamma che mi diceva.” Cristina…………….. Alvise”, e io mi mettevo nel mio angolino a chiacchierare con lui.
Parlavamo di tutto e mentre mi leggeva delle poesie in spagnolo, gli confidavo le mie tormentate passioni d’amore e con lui la soluzione c’era sempre.
Dalle sue ultime telefonate avevo percepito un suo malessere interiore. Avevo capito che l’esperienza dell’Erasmus in Francia lo aveva colpito in modo negativo, si era portato a casa dei problemi che non riusciva ad affrontare del tutto, ma mi aveva confermato che con l’aiuto di persone competenti ci sarebbe riuscito.
L’ho sempre definito un lord, si lui era proprio così un lord, pieno di attenzioni e tante cure…, l’ho sempre considerato un vero signore, quello che Locke definirebbe: gentleman.
Era sempre premuroso, gentile, curato nei modi e nei gesti.
L’ho conosciuto nell’estate del 1992 a Jesolo, io ero lì come ogni anno con i miei genitori, via Bafile precisamente il 23° accesso al mare… lui era con i nonni (stupendi i suoi nonni, soprattutto il nonno, un mito), era luglio, verso la metà se non sbaglio. Appena arrivata sono corsa a salutare i miei amici di Milano (Ivan e la sorella) e così mi è stato presentato Alvise… da quel giorno io e lui siamo diventati amici…
Ho scavato tra le mie carte riposte in una scatola e ho trovato le foto delle mitiche estati jesolane dove eravamo un gruppo fantastico. Eravamo degli adolescenti inconsapevoli ancora di tutto quello che ci aspettava, anzi se mi è permesso dirlo eravamo PURI, questa è la parola che meglio identificava me e soprattutto Alvise.
Finita l’estate di quell’anno telefonicamente ci siamo sempre, sentiti sempre… Dio quanto adoravo parlare con lui…
Le nostre erano telefonate lunghe e interminabili… lui aveva la grande dote di sapere ascoltare io, invece, ho capito solo ora che purtroppo non ho saputo ascoltarlo abbastanza, non sono riuscita a cogliere la sua sofferenza… perche in questi casi, gran parte di noi pecca di egoismo…
La canzone che associo ad Alvise è “la cura” di Franco Battiato, perché solo un lord può essere il protagonista di quelle meravigliose parole…
Lui aveva SEMPRE un pensiero per i suoi amici, SEMPRE.
A Natale, Pasqua e durante le vacanze o i suoi viaggi sempre una cartolina e sempre con una costanza e puntualità da invidiare.
Probabilmente non ho ancora razionalizzato quello che è successo ed è questo che mi turba, il fatto che una persona come lui abbia potuto compiere un gesto del genere.
Non ho altro da aggiungere se non sottolineare il fatto che lui era, è e sempre per me sarà un LORD.
|