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Lettera ad Alvise
Alvise non ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona, così come non l’ha conosciuto direttamente nessuno dei sei ragazzi disabili del gruppo tirocinanti che seguo all’interno della Cooperativa Rochdale assieme alla mia collega Martina.
L’incontro con la Fondazione AlMa a lui dedicata è avvenuto all’interno della ricerca di attività lavorative utili per formare i ragazzi del gruppo. Sono sei ragazzi con difficoltà di vario tipo, ognuno molto diverso dall’altro sia nelle potenzialità che nei limiti ma accomunati dal desiderio di trovare un proprio modo di stare nella società e nel mondo adulto.
Per tutti il passaggio dalla dipendenza dell’infanzia all’indipendenza dell’età adulta è un momento delicato, a volte difficile. Tuttavia ognuno di noi impara ad essere autonomo non in senso assoluto ma nel legame sociale, comunicando con gli altri, dunque più che di indipendenza bisognerebbe parlare di una dipendenza matura, creativa. Un buon esempio di legame sociale è la collaborazione che si è creata tra la Fondazione e la Cooperativa per cui lavoro. Semplici lavori di taglio, imbustamento, catalogazione, timbratura, copiatura al pc significano per questi ragazzi un mettersi alla prova in diversi modi, incontrare difficoltà ma soprattutto sperimentare predisposizioni e capacità, con la sensazione di fare qualcosa di utile, di esser parte di un contesto più ampio di quello della famiglia.
Penso che l’autostima e il sentire di rendersi utili siano fattori molto importanti nella salute mentale di tutti noi, me compresa.
Qui di seguito riporterò i commenti di vari tirocinanti sulle attività svolte per conto della Fondazione AlMa. Devo dire che l’attività più apprezzata, come emerge dai commenti, è stata quella dei libri; spesso i libri non venivano solo catalogati ma sfogliati con curiosità, qualcuno si chiedeva “chissà di cosa parla?” o mi chiedevano “tu l’hai letto?”. Sarà stato per la novità (erano abituati ad attività di semplice segreteria) ma il piacere suscitato dal modo diverso di approcciarsi ai libri, oggetti solitamente ostili per alcuni dei ragazzi, penso possa esser visto come un omaggio alla passione per i libri di Alvise: è passato qualcosa.
A testimonianza delle esperienze portate avanti durante il primo anno di collaborazione, riporto qui di seguito alcuni commenti scritti dagli stessi tirocinanti del gruppo.
Luca
A me è piaciuto molto catalogare i libri, perché mi è servito molto per l’ordine che io ritengo importante. Spero che la Fondazione Alvise Marotta mi dia altre cose da catalogare, io gradisco molto l’ordine e poi anche portare avanti gli impegni che mi prendo; mi è piaciuto anche catalogarli per via computer e poi ho apprezzato fare anche le fotocopie dei bigliettini del 5 x mille.
Elisa
Ho imparato a catalogare i libri. E' stata una bella esperienza che mi aiuta per un lavoro futuro. Questo lavoro l’ho gradito molto, ho una passione per i libri e quindi spero di continuarlo. Mi è stato molto utile per migliorare la mia calligrafia.
Ho apprezzato il lavoro dei bigliettini perché mi piace dipingere; inoltre ho imparato a infilare l'ago, i lavori manuali mi servono molto per acquistare fiducia in me stessa. Imparare cose nuove per me è importante. Anche ritagliare i volantini mi è servito per tagliare meglio. Ho avuto sempre difficoltà a tagliare, adesso sto migliorando e mi piacerebbe continuare questa attività per esercitarmi.
Antonella
Io per conto della Fondazione Alvise Marotta ho imparato a mettere i nomi degli autori dei libri e grazie alla Fondazione ho usato il programma Excel con cui mi piace lavorare; poi ho imparato a tagliare la copertina del dvd con la taglierina e a essere più precisa.
Poi è arrivata una signora Graziella Pesce che ci ha insegnato cose fantastiche: lavorare con la carta igienica, e sono pure andata sul suo sito dove ho visto opere d’arte molto belle che ho fatto pure io a casa perchè ho fatto i bigliettini di Natale sia alla Rochdale che a casa e devo dire che fare i libri della signora Pesce è un bel lavoro e un lavoro piacevole; per carità io non dico che il resto della Fondazione non mi sia piaciuto anzi, grazie a voi ho imparato a essere precisa, ho imparato molto e non mi lamento, vorrei imparare cose nuove e utili.
Roberto
Per me l’attività dei libri è facile ed è anche stanchevole perché sono tanti.
Mi piacciono perché sono interessanti da leggere, poi sono anche comprensibili.
Li ho inseriti anche al Computer, poi li ho timbrati, erano anche tanti da contare e c’erano tanti scatoloni.
Mi è piaciuta l’attività di controllo, ce n’erano di grandi e di piccoli e spero di continuare.
E’ stato anche utile perché era facile ed anche faticoso perché avevo delle incertezze sull’anno di pubblicazione.
Francesca
Qui in cooperativa mi avete portato dei libri della Fondazione.
Mi è piaciuto e mi è servito di più per il futuro se andrò a lavorare in una biblioteca così sono già avvantaggiata su come si fa; secondo me ho imparato a fare bene le cose basta metterci molta attenzione e per me così si fanno anche meno sbagli, non troppi errori se dedico molta ma molta calma e attenzione.
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