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Miti e mode del mondo giovanile
Il Ricordo - Il pensiero di Alvise

Il mito è il più forte ideale dell’uomo. Fin dagli antichi Greci, si intravedeva in questa figura, un concetto di simbologia magica, lontana e irraggiungibile ma, nel frattempo, meta di un’obbligata immedesimazione. E se l’essere superiore, come definito nella remota mitologia, si configura in un preciso modello da seguire e adorare anche oggi alle soglie del 2000, nella nostra società moderna, progressista ed avanzata c’è ancora bisogno di un mito, in cui credere e configurarsi. I giovani d’oggi di ogni nazione, disimpegnati e spensierati ciondolano in gruppi nelle strade, nelle piazze, accovacciati ai piedi dei monumenti, architetture, fontane, fermi immobili a chiacchierare. Appassionati di sport e disinteressati per quello che accade nel mondo, a volte senza interesse per la cronaca dei quotidiani, sono disinformati dalle notizie del radio telegiornale.
Questo è il quadro descritto da affermati giornalisti che ci rappresentano così. Un quadro che vede i giovani appassionati di musica rock, diete, cosmetici, giovani che fuggono dalla società e dai suoi problemi, e che si raffigurano in un cantante, in un personaggio qualunque cosa che li rappresenta positivamente nella società.
È tramontato il tempo delle contestazioni, durante il quale, nel ’68, il mondo giovanile studentesco combatté con convinzione, coraggio e speranza, la scuola, la società del tempo autoritaria e repressiva.
Nei giorni d’oggi pare sia abbondante uno spirito di rassegnazione e autoconvinzione ed ecco che nasce, quindi, il diretto bisogno di molteplici, punti di riferimento che nulla hanno a che fare con la quotidianità.
Beatles, Bob Dylan, Rolling Stones, venti anni fa mentre oggi la rock star Madonna e Michael Jackson pare siano i simboli più rappresentativi di quest’epoca in cui noi giovani abbandonati dalla società dalle soluzioni delle problematiche contemporanee. Affrontiamo così la vita e il futuro con lo stile e la grinta di questi affermati personaggi.
Tutto questo è quello che si legge dalla stampa ma, personalmente, esprimo un profondo convincimento che ogni medaglia e ogni problema ha due facce.
Se da una parte è vero che esistono sempre più giovani che inseguono miti contemporanei che durano il soffio di un successo, dall’altra parte, la faccia più genuina della medaglia. Ed è  quella in cui io credo, e che rappresenta tutti quei giovani impegnati a capire il proprio presente, senza farsi illusioni e senza correre nevroticamente dietro a personaggi, ma a tener presente le loro idee che simboleggiano unicamente la possibilità di far conoscere in ogni parte del mondo le aspettative di tutti noi.
Dunque, un richiamo alla realtà pur apprezzando nella evoluzione delle mode, personaggi che meglio rappresentano la vita degli anni ’90.

 

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