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L’Europa dichiara guerra ai rifiuti
Il Ricordo - Il pensiero di Alvise

Alla fine della giornata date un’occhiata al contenuto del vostro secchio della spazzatura e cercate di immaginare il volume rappresentato da 120 milioni di tonnellate di rifiuti domestici: tante ne ha prodotto l’anno scorso l’Europa Occidentale, suddivisibile in 350 chilogrammi per abitante. La quantità di rifiuti che si raccoglie in un anno in Inghilterra permetterebbe di ricoprire una superficie pari all’intera isola di Wight sotto uno strato alto mezzo metro. E se i francesi ammucchiassero l’immondizia di un anno in piazza del Trocadero, a Parigi, formerebbero una montagna quattro volte più alta della Torre Eiffel. Negli ultimi dieci anni il tonnellaggio globale di rifiuti è aumentato del 30% e continua a crescere con regolarità. Anche la natura dell’immondizia è cambiata: se in passato era costituita da avanzi alimentari e altri rifiuti organici, oggi il 35% è costituito da carta e altri materiali da imballaggio. È aumentata la presenza di materie plastiche non biodegradabili: polistirolo, sacchetti di polietilene, bottiglie di PVC, polivinilcloruro, per non  parlare dei metalli pesanti come il cadmio, il mercurio, lo zinco e il piombo.
Lo smaltimento delle materie plastiche genera diossina e altri composti tossici che inquinano l’acqua, l’aria e il suolo. La produzione di rifiuti domestici continua ad aumentare e se non ci sbarazziamo di questi materiali da scarto nel modo giusto torneranno a perseguitarci. Per far fronte a questa marea montante gli europei ricorrono a tre metodi principali: discariche, incenerimento  e riciclaggio. Ma esiste una soluzione ideale? La creazione di discariche in luoghi ufficialmente destinati alla distruzione dei rifiuti hanno come  scopo la riduzione di questi rischi. Ecologici. In Francia ce ne sono 341, in Germania 400, in Inghilterra 5000, in Italia 12000.
Tra queste, una delle meglio concepite è quella di Cavenago, in provincia di Milano.
Grazie a questo sistema si eliminano i cattivi odori in discarica, si evitano i fenomeni di autocombustione e si prevengono fughe di gas nei terreni e nelle abitazioni. La comunità Europea ha stabilito per l’anno in corso, l’inceneritore statale di Afvalverwerking Rijnmond a Rotterdam, in Olanda, come il miglior impianto delle dodici nazioni CEE. Mentre nelle città di Parigi, Roma, Francoforte, Londra, le situazioni non sono delle peggiori; la produzione giornaliera può arrivare a 7000 tonnellate e grazie ai più moderni inceneritori, vengono eliminati riducendo il volume del 70/80% e trasformando il tutto in cenere.L’incenerimento costa già in media 25 Ecu la tonnelata, (la moneta Europea che vale circa 1500 lire). Quanto costerebbe incenerire senza inquinare?
I “verdi” raccomandano da tempo il riciclaggio di vetro dei metalli, delle materie plastiche, della carta e delle sostanze organiche, ma siamo spesso noi cittadini a gettare tutto spensieratamente. Gli olandesi e gli svedesi sono più coscienziosi di noi, perché arrivano a riciclare il 40% del vetro e della carta. I Belgi il 14% della carta e il 40% del Vetro. Gli Inglesi riciclano il 10% del vetro mentre la raccolta della carta è calata da 360.000 tonnellate a 40.000, essendo privi di qualsiasi aiuto del governo. Gli Italiani in fine riciclano il 50% del vetro e il 40% delle plastiche.
Dal Gennaio ’93 l’Ente nazionale per l’energia e la Commissione per la protezione dell’ambiente, con l’avvento dell’Europa unita ha studiato il problema rifiuti e ha imposto una severa regolamentazione che avrà come risultato la relativa riduzione degli impianti: tutte le installazioni dovranno essere dotate di speciali dispositivi di depurazione dei gas per ridurre almeno il 90% delle emissioni di diossina e gas tossici. Il nostro giornale darà vari consigli per diventare persone più consapevoli della realtà.
Come cittadini responsabili, abbiamo un ruolo importante da svolgere nella soluzione del problema globale dei rifiuti domestici.
Ecco allora qualche iniziativa per i nostri lettori:

- usare gli appositi contenitori per la raccolta di carte e bottiglie se non ci sono continuate ad insistere presso le autorità locali fino a quando li forniranno;

- non gettate pile usate assieme all’immondizia di casa;

- riutilizzate i fogli di alluminio e gli involucri di plastica, anche i vecchi giornali potrebbero essere utili per pulizie o per far pacchi;

-  portatevi da casa borse per la spesa oppure un carrello, per limitare l’uso di sacchetti di plastica;

- quando è possibile, usate carta riciclata, acquistabile in cartoleria.

Solo così, con la collaborazione di tutti che troveremo un modo più adatto di smaltire la montagna di rifiuti che ci sta sommergendo.

 

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