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Alcune impressioni sul primo canto del Purgatorio
Il Ricordo - Il pensiero di Alvise

Dante nel suo viaggio spirituale nell’aldilà, giunge alla montagna del Purgatorio, che ad Ulisse il pagano, era apparsa soltanto come un lontano desiderio inappagato. Il cristiano Dante, lasciandosi guidare, lungo questa strada dalla Grazia divina, che gli impone le “Tappe obbligate” del percorso, si inoltra con la sua immancabile guida morale, Virgilio, nel Purgatorio,  nel regno della rigenerazione totale del proprio essere, che si ottiene spogliandosi di tutto ciò che di terreno, resta nell’animo, nell’intento di acquisire una nuova purezza dell’anima, fatta a immagine e somiglianza di Dio.
Pare evidente che per poter comprendere il significato del Purgatorio Dantesco, nella sua più profonda struttura, bisogna analizzare sempre l’immenso patrimonio di valori morali, che Dante esprime nella sua opera ed in particolar modo nell’introduzione del primo canto.
Il Purgatorio quindi è il contrario dell’Inferno, essendo una “strada” e non uno stato definitivo e perenne, poiché esso è un luogo di transizione. Infine nel primo canto vi è un evento di notevole importanza: il dialogo fra Dante e Catone Uticense, meravigliosamente descritto dal poeta. Così Dante uscito dalla “aura morta” dell’Inferno, scopre improvvisamente il fascino della luce e la bellezza sconfinata del cielo che assume un magico e incantevole colore azzurro, mentre Catone, a mio parere, è una figura di considerevole rilievo. Egli è il fiero oppositore di Giulio Cesare ed eroicamente preferì uccidersi piuttosto che sottostare al dominio del suo imperatore, che limitò l’antica libertà della Roma repubblicana.
È di grande valore umano, questo tragico gesto che evidenzia l’amore per la libertà, un gesto che mi ha molto colpito, e Dante attribuisce a Catone la meritevole sorveglianza del Purgatorio.
Ci potrebbe colpire la scelta di un pagano suicida per un compito così intimamente cristiano, ma Catone Uticense è uno dei tanti esempi di come Dante sia aperto a qualunque grandezza morale, da qualsiasi parte essa provenga.
In effetti il suicidio di Catone è dettato solo dalla sua spiccata nobiltà d’animo. In Catone intravedo il più puro esempio del sacrificio umano egli infatti fugge dal male, per cercare il bene, e questo gesto dignitoso lo avvicina alla beatitudine di Dio e alla conseguente salvezza dell’anima. Il primo canto del Purgatorio diventa così l’inizio di una splendida avventura, completamente diversa dall’Inferno, che Dante affronta spiritualmente nel regno dell’oltre-tomba, e grazie alla Divina Provvidenza, il suo viaggio continuerà ininterrottamente.
Le anime del Purgatorio Dantesco vivono con gioia le pene a loro inflitte, perché esse le purificano. Vi è inoltre la piena consapevolezza che le pene non sono eterne e che preparano le anime alla purezza e alla santità di Dio. Quindi, a mio parere dalla lettura di questo primo canto, posso definire il Purgatorio come la via che conduce al ritrovamento di sé stessi, accentuando così la pienezza della propria umanità, quel sentimento che ha la capacità di rendere l’uomo profondamente uomo.

 

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