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Finalmente uguali: che sia vero?
Il Ricordo - Il pensiero di Alvise

Il concetto principale evidenziato dall’illuminismo è quello dell’uguaglianza fra tutti gli uomini. Un concetto rivoluzionario, che nella storia solo la morale individuale di ogni uomo, la religione cristiana e qualche filosofo avevano avuto la forza di predicare.
Un evento di rilevante importanza per la singolarità del suo caso è avvenuto pochi giorni fa quando abbiamo saputo che il premio Nobel per la pace  è stato assegnato allo statista De Klerk e al rivoluzionario leader sudafricano Nelson Mandela. Pare così che la sorte dei cittadini di colore africani tutto  ad un tratto debbano cambiare il proprio destino. L’intolleranza e la violenza razziale nel Sudafrica sembra alternarsi, la società progressista che ha sfruttato questo tema dai mille volti sembra ora disapprovare la politica razziale attuata fino all’inizio degli anni ’90. Tutti noi sappiamo che dal principio di uguaglianza, scaturiscono i diritti dell’uomo e del cittadino, e che questi diritti ormai fanno parte della coscienza e della cultura di tutti i popoli. Eppure, benché gli ordinamenti e le costituzioni degli stati proclamano il principio di uguaglianza, nella pratica esistono disparità e disuguaglianza, pregiudizi e separazioni. È stata resa difficile quindi una serena convivenza fra uomini di colore e non in Sudafrica, proprio per principi estremisti di disgregazione dei valori e del potere sovrano e antiliberali. È nato così in questa parte di Africa come in altre nazioni di tutto il mondo il razzismo, cioè il considerare inferiore un uomo perché appartenente a un gruppo etnico diverso dal proprio.
Tutto questo ha origini abbastanza recenti credo da quando iniziò la tratta degli schiavi africani nelle Americhe.  Infatti in quei tempi di schiavitù sono stati i negri a essere oggetto di pregiudizi e discriminazioni. Infatti le condizioni di vita e di lavoro dei negri erano rigidamente regolate da leggi razziali, la popolazione di colore era costretta a vivere in deleterie situazioni, abitando in quartieri spesso degradati e concentrati in un unico luogo. Spesso privi di qualsiasi libertà, per potere circolare liberamente un cittadino negro doveva avere una specie di passaporto da esibire in qualsiasi momento gli veniva richiesto. In Sudafrica anche oggi sono nettamente separate non solo le abitazioni per bianchi e per neri, ma tutti i servizi pubblici, dai bar alle panchine, dagli autobus alle fontane d’acqua.
Come si può parlare di una futura convivenza fra uomini di razze diverse se questi sono gli atteggiamenti che vengono addottati? Iio auspico la fratellanza fra qualsiasi razza, ma mi risulta difficile essere ottimista in questa circostanza. Ancor oggi alle soglie del 2000 ai negri africani sono riservati i lavori più umili e faticosi soprattutto nelle miniere e, anche a parità di lavoro, un negro è pagato da cinque a dieci volte meno di un bianco. Possiamo chiamarla dunque serena convivenza? De Klerk e Mandela sono stati cittadini esclusi dalla politica nazionale e lottato ancora oggi per la libertà. Speriamo  tutti che riescano a modificare il presente. La situazione odierna è difficilissima, la posizione dei bianchi è resa forte dall’appoggio sia pure non aperto di compagnie occidentali soprattutto statunitensi, tedesche, svizzere e israeliane, con interessi nelle industri e nelle miniere Sudafricane, le quali, grazie allo sfruttamento dei lavoratori di colore, riescono a realizzare profitti molto elevati.
Naturalmente Mandela da anni lotta contro questa grave situazione e non sono mancate tragiche e sanguinarie rivolte. Ad appoggiare la rivoluzione della maggioranza africana si sono schierati non solo gli stati dell’Africa, ma anche l’ONU che più volte ha condannato il razzismo sudafricano.
Il razzismo è quindi una delle piaghe più gravi della nostra società, anche solo a fini egoistici e troppo spesso tanti, forse troppe persone, si dimenticano i principi fondamentali della democrazia, della libertà e dell’uguaglianza. Purtroppo esistono ancora gli incorreggibili atteggiamenti che investono la società nelle forme più deleterie: razzismo, non più come condannabile contrapposizione di razze umane ma anche come rifiuto di culture ed economie diverse, nell’intento egoistico di conservazione di privilegi acquisiti. Fortunatamente questi atteggiamenti poco riescono a coinvolgere la grande maggioranza dei giovani! È necessario quindi che come auspicato da Mandela: “ la libertà è il primo diritto dell’uomo”, in futuro quanto sancito dall’articolo 3 della Costituzione Italiana (“tutti i cittadini hanno pari dignità, di lingua, di religione, opinione politica di condizioni personali e sociali…) possa diventare regola di vita indiscussa per tutti i cittadini del mondo. 

 

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