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Le conoscenze sappadine

 Silvio Fauner, fondista e campione olimpionico, Filippo Kratter, snowboarder, Giacomo Kratter, snowboarder, Pietro Piller Cottrer, fondista e campione olimpionico e Pio Solero (1881 – 1975), pittore, sono di certo le personalità più conosciute di Sappada, il paese dove nel 1995 abbiamo acquistato una bella mansarda e se Cortina d’Ampezzo è la perla del Cadore, altrettanto mi sento di poter dire di questa bella vallata  per le sue caratteristiche che la rendono unica nel bello scenario delle Dolomiti. Certo non ha la stessa consueta frequentazione dei Vip, né la Cooperativa nella zona della passeggiata in centro paese, e neanche le piste da favola e le vette così alte e imponenti, ma in Sappada c’è un fascino del tutto particolare, che appartiene probabilmente alle sue origini oltre che all’ambiente alpino ed allo stile delle case.

Ed è per questo che quando negli anni ottanta, durante l’estate,  passavamo qualche settimana di vacanza ad Auronzo, una delle mete più belle era proprio la gita in quel paese ai confini con il Friuli e con l’Austria. La gita prevedeva dapprima il classico e ottimo gelato a Santo Stefano di Cadore, e poi una passeggiata per il centro di Sappada, sino alla curva  a gomito dove ancora oggi si possono vedere i daini. Ed è stato probabilmente per tutte queste belle emozioni che quando si presentò l’opportunità di una mansarda proprio al centro del paese, decidemmo di acquistarla.

Vorrei però informarVi sulla sua storia molto particolare, ne vale la pena. Infatti le origini non sono certe, l'ipotesi più probabile è che nell'XI secolo alcune famiglie provenienti dalla vicina Austria (secondo la leggenda dal paese di Innervillgraten) si insediarono nella valle con l'autorizzazione del patriarca di Aquileia e dietro pagamento di una somma annuale.  La valle all'epoca era disabitata e incolta e i sappadini iniziarono una paziente opera di disboscamento e coltivazione; in breve nacque un piccolo paese formato da 15 borgate, tante quante erano le prime famiglie che vi si insediarono. Nonostante oggi si trovi in Veneto ha mantenuto forti legami con la vicina Carnia ed il Friuli, dal quale fu scorporata dagli austriaci nel 1852 per passare sotto la provincia di Belluno. Tuttora il comune di Sappada rientra sotto l'arcidiocesi di Udine, la locale squadra di calcio milita nel campionato carnico e le squadre di sci sappadine difendono i colori del Friuli Venezia Giulia. Dunque 15 borgate che da est a ovest sono nell'ordine: Cima Sappada, Cretta, Puiche, Ecche, Soravia, Kratten, Fontana, Hoffe, Cottern, Mühlbach, Bach (dove c’è ancora oggi  la sede  comunale), Pill, Palù, Granvilla, Lerpa; alcune di esse, molto antiche (specie quelle che costituiscono Sappada Vecchia, ovvero il nucleo originario), hanno avuto origine dalle prime famiglie che, provenienti dall'Austria, abitarono la valle. Si tratta quindi di un'isola linguistica austro-bavarese e sembra che l'immigrazione sia avvenuta nel XII secolo dalla val Pusteria o più probabilmente dall'Austria, dal paese di Innervillgraten, su invito dei Conti di Gorizia. Ogni borgata ha una propria chiesetta, cappelle, fontane e alcune anche rustici del 1800 e le borgate Granvilla, Palù e Bach costituiscono il centro del paese, con negozi, alberghi e ristoranti e locali vari.  Tuttora il comune di Sappada rientra sotto l'arcidiocesi di Udine, la locale squadra di calcio milita nel campionato carnico e le squadre di sci sappadine difendono i colori del Friuli Venezia Giulia.

Il paese è costituito da caratteristiche case in legno adagiate sul soleggiato versante nord della valle. Intorno al paese verdi pascoli per l'allevamento dei bovini, campi di segale, avena, orzo e legumi e oltre ad essi boschi ricchi di selvaggina.  Nel 1500, oltre alle attività agricole e di pastorizia, prosperava anche il commercio del legname grazie alla forte richiesta di legno per barche da parte della Repubblica di Venezia. Dopo una breve parentesi di dominazione francese, nel 1814 Sappada passò sotto gli austriaci cui si devono le prime scuole e opere pubbliche e nel 1852 Sappada passava dalla provincia di Udine a quella di Belluno che a sua volta, qualche anno dopo, veniva annessa all'Italia (1866). Con l'ingresso nell'amministrazione bellunese, Sappada scelse di aderire alla Magnifica Comunità di Cadore, pur non essendo parte del territorio storico del Cadore. Durante la prima guerra mondiale furono combattute molte battaglie sulle montagne circostanti e si possono ancora oggi trovare i reperti risalenti a tali scontri. Molte donne sappadine inoltre furono portatrici carniche, donne che volontariamente compivano centinaia di metri di dislivello per diverse volte al giorno per rifornire di viveri e munizioni i soldati italiani al fronte. Dal 1916 al 1917 il paese fu evacuato perché gli abitanti erano sospettati di simpatie filo-austriache a causa del loro dialetto: la popolazione fu dispersa nelle Marche, in Toscana (presso il Comune di Arezzo fu istituita la sede provvisoria del Comune di Sappada), in Campania ed in Sicilia. Nella seconda guerra mondiale il paese fece parte della Repubblica libera della Carnia e fu teatro di scontri tra partigiani e tedeschi. Alcuni sappadini furono condotti ai campi di concentramento, tra cui Dachau, e nel dopoguerra a causa della carenza di lavoro molti sappadini emigrarono all'estero, in particolare in Svizzera e Germania. In seguito lo sviluppo del turismo cambiò anche l'economia del paese, e molti emigrati tornarono a casa per dedicarsi all'attività terziaria.

 

Ma torniamo al nostro acquisto della bella mansarda nella borgata Bach. Il preliminare fu firmato nel mese di novembre del 1995, alcuni mesi dopo l’intervento alla tiroide di Alvise e se l’anno successivo fu interamente impegnato nell’attività di restauro della impresa edile di Damiano Benedetti, che nel tempo è diventato insieme alla moglie Adriana un caro amico, già dall’estate del 1997 vi fu l’occasione di passare un bel periodo nella nostra nuova casa e di fare nuove conoscenze, come avvenne con la famiglia dei veneziani Benedettelli, ma anche con quella dei romani Costantini e di molte altre famiglie del luogo. Fra loro ricordo l’amicizia di Alvise con le sorelle gemelle Beatrice e Katrin, sue coetanee e figlie di Giorgio Kratter,  una famiglia conosciutissima per gestire insieme un negozio di articoli sportivi proprio a pochi passi dalla nostra casa, in borgata Bach.

 

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