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Gli amici del teatro: la sua grande passione

 Ecco il quinto pacchetto dedicato alla sua passione per il Teatro con cinque messaggi di persone che gli hanno voluto bene e che hanno voluto farmi pervenire un loro ricordo. E con questi i contributi pubblicati sono giunti complessivamente a trentadue e gli originali sono tutti conservati nuovamente nella scatola di cartone rosso, che ha sempre di più le sembianze del mio cuore.

Dunque il Teatro... a partire dagli ultimi anni delle superiori, era nata in Alvise una grande passione per il teatro, per la commedia. E questa bella esperienza maturò poi con la lettura durante gli studi universitari di testi dei classici, in particolare spagnoli. Dapprima partecipò alla Compagnia teatrale di Gianni Moi, un caro amico che gli voleva molto bene, poi come studente di Ca’ Foscari, la frequentazione delle lezioni del prof. Paolo Puppa e del CUT, il Centro Universitario Teatrale, al quale era iscritto come socio ed infine la partecipazione ad un corso di dizione tenuto da Maria Pia Colonnello. E così so che lo ricordano in tanti come attore protagonista in una rappresentazione a cura del Dipartimento di Iberistica, di alcune pièce di Max Aub. La regia era della professoressa Maria Camilla Bianchini, moglie di Alfredo, il mio caro amico, che anni dopo divenne presidente dell’Ateneo Veneto, vera “casa” della cultura veneziana, e che ancora pochi mesi fa mi ha ricordato quella bella serata alla quale anche lui ha partecipato. Comunque Maria Camilla aveva curato rigorosamente la scelta dei testi e delle scene. Fu una serata indimenticabile in Università, in un teatro pieno di studenti, nella splendida cornice dell’Auditorium di Campo Santa Margherita, dove Alvise tornerà da lì a qualche mese, il 29 marzo del 2000, come voce recitante del gruppo “La Purpura de la Rosa” in lingua spagnola in una serata bellissima accompagnato da coro e orchestra diretti dal professor Annibale Cetrangolo, docente di “Storia del Teatro dei paesi extraeuropei” al D.U.T.AR.S di Ca’ Foscari  e di Musica e Direzione Corale del Conservatorio A. Steffani di Castelfranco.

Un concerto sullo stile del Recitativo italiano da Roma a Lima con musiche di Giacomo Carissimi e Fray Esteban Ponce de Leon. Ricordo in queste occasioni la sua ricerca della perfezione in ogni particolare e la sua grande capacità organizzativa, che lo aveva visto a partire dal 1998 e per due stagioni consecutive come leader indiscusso di un ciclo di dodici rappresentazioni teatrali, attento ad ogni aspetto della produzione, dagli inviti, alla scelta degli artisti, alla gestione delle spese. Un successo ad ogni pomeriggio culturale nei “Sabato a Teatro”  e tutti con ingresso gratuito a favore dei cafoscarini ma anche di tanti veneziani, spesso increduli di questa bella opportunità messa loro a disposizione. Alla fine degli anni ’90  aveva così fatto anche più volte esperienza di “Figurante di scena”, la classica comparsa, al Teatro La Fenice, in alcune opere liriche e so che anche lì, fra i suoi colleghi,  ha lasciato un bellissimo ricordo.

L’amico Cristiano Chiarot, allora direttore marketing e oggi sovrintendente del Teatro, mi raggiunse subito a casa quel pomeriggio del 22 marzo e questo non lo dimenticherò mai.

Infine, Alvise, dopo la sua frequentazione di un atelier teatrale alla Università Paul Valéry di Montpellier, opportunità che aveva avuto durante i suoi nove mesi trascorsi con l’Erasmus in Francia fra il 2000 ed il 2001, aveva iniziato a parlare di alcuni progetti teatrali con Bruno Tosi, uno dei massimi conoscitori dell’ambiente culturale teatrale veneziano, frequentando anche le lezioni di Gianni De Luigi, che da un paio d’anni aveva avviato il Master ICA, l'Istituto della Commedia dell'Arte Internazionale.

E debbo dire con franchezza che quando, pochi mesi dopo la sua morte, mi chiamò, “non sapendo”, dall’estero dove si trovava, la dottoressa Francesca Valente, direttore dell’istituto Italiano di Cultura a San Francisco, in America, per comunicarmi che Alvise avrebbe potuto iniziare da lì a poco uno stage a Madrid all’Istituto Italiano di cultura, ho capito che forse quella era la sua strada, che sono certo, dovunque sia, oggi,  ha ripreso con la passione di sempre.

Ecco allora le testimonianze di Elisabetta Brusa, Gianni De Luigi, Alessandra e Gianni Moi, Lamberto Stiore e Bruno Tosi.

 

 

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