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A Mio Figlio
Un dono speciale

Ciao Alvise,

amatissimo figlio mio, sono certo che anche quest’anno, il 16 dicembre, in occasione dell’anniversario della tua nascita, in molti si fermeranno in raccoglimento per un “dono speciale per te”, magari con  una preghiera personale, un ricordo, ma anche per una intima preghiera rivolta a tutti i ragazzi che, come te, per troppo poco tempo hanno accompagnato le loro famiglie nel cammino che il buon Dio ha donato ad ognuno di noi, con la nostra personale ed unica esistenza terrena.

E anche quest’anno, come ho fatto a partire dal 2002, nella giornata del tuo compleanno, ti porterò un fiore, uno dei tuoi preferiti, e lo deporrò sulla porta della tua nuova casa. E così mi fermerò lì davanti, senza dire nulla, perché sono sicuro che le parole che vorrei dirti diventerebbero vuote di significato e sono consapevole che comunque tu le conosci già. Si, proprio perché il nostro dialogo continua ininterrottamente da quel pomeriggio del 22 marzo, nel silenzio dell’incredulità di quel momento, del dolore e della intima sofferenza, ma anche tramite le iniziative che ho avviato con la Fondazione Alma a te dedicata insieme a tanti altri, che hanno voluto parteciparvi solo ed unicamente in tua memoria.

Sai, è incredibile, ma ad oggi sono quasi mille le persone che hanno voluto contribuire a questo progetto “Modi diversi di sostenere la vita” e sono convinto che ognuna di loro, e fra di loro anche, se non di più degli altri, chi non ti ha conosciuto, ha pensato a te, alla tua gioventù, alla tua diversa presenza fra di noi e a quanto in tua memoria, anche fuori dai confini del nostro paese, la Fondazione è riuscita sinora a fare.

Un fare che sta diventando sempre più concreto, con iniziative finalizzate alla prevenzione del disagio esistenziale ed al sostegno a minori in difficoltà. Sai, sono già 9 i programmi di attività avviati ed ognuno vede la partecipazione di collaboratori, volontari e specialisti.

E’ ovvio, banale, ma sai bene che, come tutti i genitori di questo mondo, non avrei mai voluto scrivere queste pagine e che certo non potevo, sino alla tua partenza, immaginare di non averti accanto, non solo oggi in questa ricorrenza, ma anche in tutti gli oltre duemila giorni che si sono succeduti.

Non avrei mai potuto nemmeno lontanamente pensare a quello che, e come, è successo e all’intensità dei sentimenti che provo da quel giorno. Quale e quanta angoscia, quale dolore… quanta nostalgia, quanto amore!

Ma la vita mi ha insegnato che tutto ed il contrario di tutto può sempre succedere, magari in un istante, proprio in un momento come quello che separa la nascita dalla morte e che prende il nome di vita, quasi la definizione di un attimo dove ci amiamo, ci conosciamo e poi inevitabilmente ci lasciamo, per sempre.

Quella vita, vissuta e donata, che ci presenta situazioni alle quali non sappiamo dare una risposta razionale, che, con tutta sincerità, oggi io non pretendo.

Non ha senso per me cercare di capire, non mi  interessa, anche perché tu oggi, Alvise, sei diversamente vicino, ma so che sei con me in tutti i momenti della giornata come anche con tutti quelli che ti vogliono bene e allora dovunque tu sia vorrei farti giungere un bacio ed una carezza ed anche un forte, fortissimo abbraccio, come quello di tutti gli anni passati insieme, con i più cari auguri di buon compleanno di vita, terrena e celeste, con me e con tutti i tuoi cari.

A pensarci bene, ricordo così che l’ultimo tuo compleanno passato insieme è stato nel 2001.

Avevi compiuto, quel 16 dicembre, i 24 anni e mi pare di essere ancora lì, a cena all’Amelia, con te e la mamma e con il patron di casa, l’amico Dino Boscarato, sempre presente, che si è fermato al nostro tavolo, come suo modo abituale di fare con tutti i clienti, per un consiglio, una battuta, una parola d’amicizia e un assaggio di una delizia particolare, da assaporare, da gustare, da gradire proprio perché presentata con quella affabilità che solo un ristoratore della sua classe sapeva avere come dono di una serata speciale.

Poi cenando abbiamo riso, parlato e scherzato e visto persone conosciute nei tavoli vicini. Un bel compleanno, una buona cena, un buon dolce finale, un bel ricordo che ritorna spesso nelle mie notti e che mi avvicina sempre più a te.

 So e sono certo che anche Dino è in cielo e amo pensare e sperare che, anche quest’anno, ti organizzi una bella cena per il tuo compleanno, magari insieme ad alcuni amici che nel frattempo ti hanno raggiunto. Così potrai divertirti con loro e magari, tra una canzone di Adriano Celentano e poi sicuramente di Elvis Presley, avrai il tempo per una delle tante imitazioni che tu così bene hai sempre saputo fare.

Probabilmente ti ritroverai con l’amico Nane Paladini, docente a Ca’ Foscari, ringiovanito dagli affanni subiti a causa della malattia dell’ultimo periodo della sua vita, che, con la sua inimitabile affabilità di oratore ed il suo immancabile ciuffo da aggiustare, potrà dare qualche risposta alle tue curiosità su un periodo storico, su un autore, ma anche su qualche comune amico del periodo universitario.

E allora debbo farti una confidenza ed ammettere che forse è proprio per questa tua passione per la letteratura e la lettura in genere che quest’anno ho deciso di regalare ai tuoi amici, in occasione del  tuo compleanno, un libro, che però è molto particolare, perché è proprio dedicato a te: un libro sicuramente unico come un dono speciale, con alcune tue foto e tante delle testimonianze di amici e familiari che ti hanno conosciuto.

Una ricetta semplice che ci ha già coinvolti in molti ed un libro che spero leggeranno in numero ancor maggiore, entrando almeno per un’ora della loro vita a comprendere le emozioni di un giovane come te, attraverso  alcuni scritti che ci evidenziano quali erano i tuoi interessi, ma anche i modi di vedere i problemi ancora oggi attuali del nostro mondo e di amare il prossimo, proprio come  succede a tanti, tantissimi giovani della tua generazione.

Quindi ho inserito le molte testimonianze pervenute, i ricordi, gli aneddoti di tante persone diverse fra loro, ma che ti hanno voluto e ti vogliono bene.

Ne vieni fuori come un Alvise felice, fragile, spensierato, ma attento ai valori della vita, quei valori che la Fondazione a te dedicata sta cercando di portare avanti attraverso numerose iniziative.

E allora sono sicuro che attraverso la lettura di queste pagine sarai nuovamente con noi, per farti ricordare e per farci capire che nulla è definitivo e leggendo le testimonianze, qui pubblicate e che mi sono pervenute dai tuoi amici più cari, sono certo che a tutti coloro che ti hanno conosciuto e ti hanno voluto bene sono rimasti ben impressi, nella memoria e nel cuore, il tuo sorriso e la tua bontà unitamente ai tanti ricordi della tua breve vita, come l’impegno in Università, la vivacità intellettuale, le amicizie, i canti e le tue insuperabili imitazioni, aspetti che evidenziano ancor ora quelle che erano le tue innate doti di bontà e di solidarietà che sin da bambino avevi verso gli altri e spero proprio che anche tu possa riconoscerti nei tanti episodi che vengono raccontati, mentre per tutti noi sarà come averti ancora una volta  accanto a noi, più vicino.

Io ti ho riconosciuto in ogni pagina ed è un regalo che faccio anche a me. Ogni pagina mi riporta a te con la tua allegria, il tuo modo di essere, ma anche attraverso parole di amici che vogliono raccontarci un episodio, un aneddoto che è rimasto loro  impresso.

E allora cari auguri dal tuo papà per questi anni, passati in fretta, velocemente, quasi di corsa, alcuni, gli ultimi, in un viaggio particolare, che tutti affronteremo. Anni con tanti, tantissimi momenti felici da ricordare, da tenere stretti nella memoria, nella cassaforte di famiglia dove si tengono i beni più preziosi; sì, lì, nel proprio cuore e nella mente, che dialogando fra di loro a volte con qualche tensione capace di  raggiungere l’anima, riescono a farci rivivere ogni attimo del nostro passato, il migliore fra tutti.

Accetta, Alvise, questo libro…è un dono speciale!

Tuo papà Umberto

 

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