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Federico Marchiori PDF Stampa E-mail

Non posso menzionare Federico senza che mi torni alla mente il ricordo di Carmen. Tanti ricordi affollano la mia mente e mi rimane solo la certezza che ora lei è con Alvise, che le voleva bene. Ricordo per esempio quando alla fine del 1997 li avevo invitati a trascorrere l’ultimo dell’anno nella nostra casa di Sappada, e la loro figlia, Giulia, non era ancora nata. Non potevo immaginare quello che sarebbe poi accaduto negli anni successivi e che avrei poi invitato Federico anche alla fine del 2010, ma questa volta senza la sua Carmen che ci aveva lasciato solo venti giorni prima, il dieci dicembre. Una amicizia che nacque all’inizio del ’93, quando lei, appena giunta in Italia dalla sua amata Barcellona, subentrò nella gestione della tabaccheria di via Paruta, a pochi passi dalla mia abitazione. Frequentavo da tempo quel negozio anche se non ho mai fumato, per la collaborazione con il precedente titolare, Radames, che mi aiutava nelle spedizioni che dovevo organizzare per conto dell’associazione dei laureati di Ca’ Foscari. E così un po’ alla volta Carmen iniziò ad occuparsi della segreteria dell’associazione, diventandone punto di riferimento tanto che ancora oggi riceviamo mail affettuose in suo ricordo che provvediamo a girare a Federico. Poi, dopo la salita in cielo di Alvise, mentre Federico dalla fine del 2004 fa parte del consiglio di amministrazione della Fondazione AlMa, Carmen ne è diventata responsabile della segreteria ed il vuoto che ha lasciato non è solo affettivo e di umana solidarietà ma molto di più. Gli amici, i colleghi della Fondazione la ricordano sempre con molta emozione, quasi speranzosi che possa riapparire la mattina in ufficio anche per risolvere i tanti problemi che ogni giorno ci troviamo ad affrontare. Infatti, a distanza di più di un anno da quell’ultimo giorno che l’abbiamo salutata, per sempre, il 12 ottobre del 2010, molti sono i documenti da lei preparati che tornano nelle nostre mani e anche questo libro, in qualche modo lo dobbiamo a lei, al suo lavoro ed all’ordine amministrativo che era riuscita a dare a noi tutti. Di seguito leggerete due contributi di Federico, il secondo giunto dopo la salita al cielo di Carmen.

 

Gli ideali condivisi

 

..."Un mosaico di ricordi"... è proprio vero, perché Alvise vive in tanti di noi per qualcosa che nel corso della sua vita ci ha lasciato: ideali condivisi, discussioni, sensibilità.

Personalmente ritorno spesso con la mente e con un sorriso alle nostre accese discussioni politiche nelle quali un "rosso" convinto si scontrava con un "azzurro" altrettanto deciso. Quasi quotidianamente le mie ore serali in tabaccheria erano vivacizzate dai nostri dibattiti che, spesso, non si concludevano se non per rimandarli ai giorni successivi. Quello che c’era di bello e appassionante in tutto questo era che entrambi volevamo le stesse cose: cercare gli strumenti e le politiche migliori per ottenere un bene comune che consentisse a tutti di vivere meglio e in armonia.

... Un ragazzo, allora, di 17 - 18 anni, che frequentava gli ultimi anni della scuola superiore. Quella sua sensibilità alle esigenze comuni e il suo interesse per ricercarne le soluzioni mi ha sempre meravigliato e mi ha lasciato la convinzione che tutti i nostri ragazzi hanno dentro di loro un potere enorme: quello di cambiare l'andamento del mondo. Spetta a noi coltivare, senza influenzare, questa ricchezza e sensibilità, oggi più che mai, dove l'interesse personale e l'accumulo di ricchezza fine a se stessa è diventato un modello di vita. Io ho una possibilità: Giulia; tu Umberto con Renata avete oggi un'altra possibilità: Chiara e Alessio. Questo è quanto volevo dirti da tanto tempo e che non sono mai riuscito a fare con le parole: Alvise ha amplificato in me questi ideali rendendomi convinto che non esiste il "rosso" o il "nero" ma solo e semplicemente la necessità di essere tutti un po' più altruisti e buoni, più sensibili ai problemi di tutti perché ognuno di noi ha in ogni momento la possibilità, anche minima, di cambiare le cose.

Come i miei genitori, anche Alvise, mi viene spesso in mente in questi mesi dove le nostre difficoltà familiari sono maggiori e semplicemente per un motivo: la nostra vita è importante solo se alla fine qualcuno può dire che abbiamo fatto qualcosa di buono e lasciato agli altri un motivo, una ricchezza interiore per proseguire.

Vi voglio bene.

 

Il Rosso

 

Sto vivendo un momento molto triste e particolare della mia vita. Spesso penso ad Alvise, ora più di prima, ma quando penso a lui sorrido dentro di me ricordando i nostri "talk shows" serali che si dilungavano anche per qualche ora. Mi chiamava "il rosso". Alvise, sei l'unico che riesce oggi a farmi cambiare umore per un po' e ogni tanto ridere di cuore. Grazie.

 

 

Il Tuo cinque per mille

 

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