Stefano Basana Stampa

Stefano, allora come oggi, è titolare della tabaccheria di Via Paruta, a poche decine di metri dalla nostra abitazione,  in Corso del Popolo, casa che abbiamo lasciato nel corso del 2002.  So che Alvise lo frequentava con piacere, per fare due parole e riflettere su qualche fatto del momento; e se a volte al suo posto in negozio c’era il suo papà, ora in cielo, o una delle sue sorelle, ritornava più tardi per poterlo incontrare e stare lì magari per mezz’ora fra un cliente e l’altro.  Era diventato un appuntamento giornaliero, mai dato, al quale non voleva rinunciare, e oggi, anche se abbiamo cambiato casa, ogni tanto ci si sente e i ricordi riaffiorano con l’amicizia di sempre.

 

Ricordo di Alvise

 

Alvise veniva a trovarmi in negozio ed era reciproca e gioiosa compagnia: a lui piaceva esibirsi in imitazioni o approntare microspettacoli televisivi, a me piaceva ascoltarlo ed offrigli spunti e battute. Forse gli sarebbe piaciuto fare l’attore. Questo accadeva quando era di buonumore, ma negli ultimi tempi non lo era spesso: alternava cupe malinconie ad improvvise e immotivate euforie.

E, quando era triste, ciò che faceva soffrire maggiormente era la sua preoccupazione per il futuro, la sua angoscia per l’età adulta. Preferisco risaperlo mentre canzonava la felicità virtuale degli studi televisivi.