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Giannantonio Paladini PDF Stampa E-mail

Quanti ricordi! Di certo era un mio caro amico che ha voluto veramente bene ad Alvise. Ogni tanto veniva a trovarmi in ufficio ed era sempre piacevole stare con lui, era un grande affabulatore. Negli ultimi anni poi ci vedevamo più spesso in quanto lui era consigliere generale della Fondazione della cassa di Risparmio di Venezia e faceva parte di una commissione che io coordinavo ed in ogni occasione c’era sempre il momento per parlare dei suoi figli e degli studi di Alvise. Loro due invece avevano occasione di trovarsi in dipartimento fra una lezione e l’altra e così magari davanti ad un aperitivo si trovavano a parlare di qualche episodio che riguardava un docente della facoltà ma anche di qualche aspetto della letteratura o delle tante discipline che Alvise citava cercando di avere quella informazione in più che solo Nane, così lo chiamavamo fra amici, poteva e sapeva dargli aggiustandosi immancabilmente ogni tanto il suo ciuffo con la mano. Mi pare ancora di vederli nel centro di Campo Santo Stefano, seduti vicino alla statua, immersi in una discussione che pareva non finire mai. Una bella immagine che ogni tanto mi torna in mente. Poche decine di minuti prima che Alvise salisse in cielo ero con lui a Venezia e gli avevo detto che aveva superato l’ultimo esame. Ne era stato contento. Poi un paio d’anni dopo anche Nane se ne è andato e  ne sono certo, staranno ancora discutendo…

 

Non dimenticherò tuo figlio

 

Ce l’hai fatta tu, Umberto, a chiamarmi prima che trovassi il coraggio di farlo io. Eppure, avrei voluto e dovuto e, perciò, ti ringrazio di questa prova di amicizia che mi hai dato. Avrai molte testimonianze, attorno a te, molti, moltissimi faranno il possibile per dire a te e a tua moglie che vi vogliono bene, che sono con voi. Tra questi molti, moltissimi, ci sono anch’io. Ci sono con le mie parole, e non più che con queste. Sono poche cose, le parole, per un dramma così intenso, quasi assoluto, per ciascuno di noi senza apparente speranza. Eppure, per povere che siano (e, spesso, quasi tutte uguali), le parole traducono un sentimento. Nel mio caso lo conosci, e lo scambio dei nostri sentimenti è avvenuto proprio incoraggiando e aiutando Alvise. Per questo, essi hanno un senso particolare.

Non dimenticherò tuo figlio. Solo così  le parole che ti scrivo potranno convincerti. Non dimenticherò che una grande volontà di vivere e superare gli ostacoli della vita ha trovato un ostacolo più grande. Non dimenticherò la nostra pochezza, ma soprattutto Alvise, il suo invito a bere al bar come si fa con un amico, pochi giorni fa nel sole dei Frari. Lo vedo allontanarsi.

 

Ciao, a te, a tua  moglie, il cuore di Nane.

 

Il Tuo cinque per mille

 

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