Milli Fullin Stampa

È del 22 aprile del 2012 l’ultima mail ed è quella di Milli Fullin, il cui nominativo avevo ritrovato in alcuni appunti di Alvise, del periodo universitario. È stata proprio una bella sorpresa per molti motivi: certo il primo è stato quello di ritrovare ancora dopo dieci anni una sua amica, ma poi anche leggere questa bella testimonianza ed ancora, ricordando  quella bella serata che aveva visto Alvise come voce recitante nella splendida cornice dell’auditorium di Campo Santa Margherita, riuscire a sapere che c’era la videoregistrazione, che non ero più riuscito a trovare e avevo cercato invano fra i suoi amici. Ma nulla…, pareva sparita! Ecco però la telefonata di Milli che mi comunica, e le sono molto grato, sia la disponibilità del suo ensemble di canto gregoriano femminile per l’organizzazione di un evento finalizzato alla raccolta fondi a favore della Fondazione Alma, che il prossimo arrivo della copia videoregistrata dell’intero spettacolo di dodici anni fa, e che a breve sarà così possibile inserire nel canale youtube dedicato ad Alvise. Ne sarà felice: è stato un dono inaspettato!

 

La Purpura de la Rosa

 

In questi anni spesso mi sono chiesta che fine avesse fatto quel ragazzo dai grandi occhi espressivi... Il concerto di Venezia con il Conservatorio di Castelfranco mi era rimasto impresso nella mente, per una serie di motivi, non tutti piacevoli.

Tra i partecipanti, Alvise mi aveva particolarmente colpito, forse per i suoi modi così signorili, così diversi dai ragazzi della sua età, oppure per la profondità dello sguardo. Sì, forse erano i suoi occhi: avevo l’impressione di leggere dentro di lui una certa malinconica sofferenza e questo, da persona sensibile, lo colsi immediatamente e mi spinse a stringere un po’ di più l’amicizia con lui, anche se era appena sul nascere. Ricordo la prima e unica telefonata con Alvise: “Ciao, allora quando torno dall’estero ti mando i negativi delle foto del concerto e tu mi mandi il filmato, ok?” “Va bene” risposi io “allora rimaniamo d’accordo così....” E non lo sentii più. Provai a chiamarlo, ma sembrava volatilizzato, non c’era più traccia di questo ragazzo.

Il corso della vita cambia le strade, le amicizie, tutto procede in un turbinio di conoscenze ed esperienze, ma questo punto di domanda era sempre dentro di me.  Dopo 10 anni, tanto è il tempo trascorso, nel mese di marzo 2012, riordinando i dvd, mi capita in mano il concerto di Venezia. Presa dalla nostalgia e dalla curiosità di vedere come eravamo, riguardo il filmato e rivivo momento per momento ciò che era stato detto e fatto. Rivedo Alvise che legge le poesie in spagnolo, lingua che adoro. Riaffiora alla mente l’ultima conversazione telefonica e lo stesso interrogativo.

La risposta arrivò una settimana dopo... per caso comprai un giornale di un’altra provincia per leggere un articolo scritto su un nostro caro amico di famiglia deceduto. Il giornale non lo lessi subito, lo misi da parte e tre giorni dopo lo ripresi in mano. Sfogliando l’ultima pagina, quella dei necrologi, vidi la sua foto, la foto di Alvise, un tuffo al cuore!! Lessi meglio e subito lo riconobbi e con mia amara sorpresa scoprii che si trattava di una messa ad memoriam. Ecco, voglio pensare che Lui dall’alto mi abbia guidato affinché io poi prendessi contatti con la sua mamma e il suo papà. Infatti, spinta dall’emozione di dare una testimonianza e un conforto ai suoi genitori, presi subito contatto con la sua famiglia, ed eccomi qui a raccontarvi questa strana avventura. È incredibile come alcune persone, anche se ci accompagnano per anni, quando escono dalla nostra vita non lascino alcuna traccia, altre invece incidono un segno nel nostro cammino di vita, anche se le conosciamo per poco.

Non saprei dire perché di Alvise mi sia rimasto in mente un ricordo così vivido: in fin dei conti ci siamo frequentati pochissimo, ma la sua umanità, e soprattutto sensibilità, erano entrate prepotentemente nel mio cuore.

 

Ecco, questo è ciò che mi ricordo di te, Alvise.