Valentina Busato Stampa

Come non ricordare Valentina, la sua cara compagna di classe nei cinque anni trascorsi al Parini! La ricordo benissimo per la sua simpatia e ho conservato fra le cose più care alcune fotografie che li ritraggono insieme con altri compagni durante le gite scolastiche, come quella in quarta a Courmayeur nel 1995 ed in quinta ad Atene nel 1996.

Poi il tempo passa e solo negli ultimi anni sono venuto a conoscenza del suo lavoro nel sociale e dei suoi studi, della sua specializzazione e così, come avrebbe fatto sicuramente anche Alvise, mi sono avventurato nella lettura di alcuni  libri che lei stessa ha scritto e che mi ha gentilmente inviato.

Libri che evidenziano una grande sensibilità, che credo oggi sia sempre più una dote molto rara e quindi preziosa.

 

Rimarrai sempre nel mio cuore

 

Caro Alvise,

quando mi hanno chiesto di scrivere qualcosa su di te, mi sono ritornati alla memoria i bellissimi momenti trascorsi assieme durante il periodo della nostra adolescenza.

Tra i banchi di scuola dell’Istituto Parini con te ho vissuto attimi di leggerezza, di ilarità, serenità ed ancora ricordo la tua estrema dolcezza e bontà, il saperti donare all’altro incondizionatamente, i tuoi bellissimi occhi azzurri, il tuo sorriso coinvolgente che tutti sapeva conquistare.

Nella tua breve esistenza tanto sei riuscito a donare ad ogni persona che ha avuto la fortuna di conoscerti! Ricordo con simpatia (e non ti nego che al solo pensiero ancora sorrido) le tue innumerevoli imitazioni non solo dei personaggi televisivi (vedi Mike Buongiorno o Corrado) ma, ancora più divertente, dei professori! Adoravo leggere i tuoi temi di italiano perché in essi davi libero spazio e sfogo al tuo essere, alla tua anima, alla tua estrema sensibilità, che forse, proprio perché troppo profonda, ti si è  rivoltata contro togliendoti la capacità di guardare oltre al baratro…

Persino nei compiti di tecnica e ragioneria riuscivi a fare dei temi: eri davvero pazzesco!

Non dimenticherò mai la festa del tuo 18° compleanno.

Quanto ci siamo divertiti! Avevi organizzato tutto con estrema perfezione, perfezione che ti ha sempre contraddistinto.

Che dirti di più….

Non dimenticherò mai la tua estrema intelligenza e sensibilità.

Desidero salutarti con un estratto di una poesia di Giacomo Leopardi:

 

“Or poserai per sempre, stanco mio cor.

Perì l'inganno estremo,

Ch'eterno io mi credei. Perì.”

 

 

Rimarrai sempre nel mio cuore, ti voglio bene.