Benedetta Boni: Il mondo adesso ti appartiene… Stampa

 

Nata un anno dopo Alvise, nello stesso mese di dicembre, Benedetta è sua cugina, figlia dello zio Sandro, il fratello della mamma, e molti ricordi sono legati alla loro infanzia, ai primi anni, quando le nostre famiglie passavano spesso e con gioia qualche giorno insieme in montagna a sciare, la classica settimana bianca, o nelle occasioni festive delle tradizionali riunioni di famiglia che con il tempo sono inevitabilmente diminuite.

Poi, gli ultimi dieci anni, passati velocemente, con la malattia alla tiroide di Alvise seguita dal prof. Aldo Pinchera che, nel 1995, lo aveva costretto a dover subire dapprima un intervento presso la clinica di San Rossore a Pisa e poi gli inevitabili controlli periodici e l’assunzione quotidiana di farmaci.

Credo che da quei giorni sia iniziato quel  malessere inizialmente fisico, che lo preoccupava, e che accompagnò, probabilmente sempre più, le sue notti. 

E così  in quegli anni, fra Benedetta e Alvise nacquero frequentazioni di amici non comuni, forse per i luoghi frequentati come la scuola superiore con il diploma ottenuto, nel ’96 lui e nel ’97 lei, in scuole diverse a Mestre e ancora per quelli della formazione universitaria, lui a Venezia e Montpellier, in Francia, e lei a Milano, dove si laurea in “Relazioni pubbliche” presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo, qualche mese dopo la salita al cielo di Alvise. Ho letto con attenzione e interesse la sua tesi “I collegamenti fra Venezia, il Lido e la Terraferma” apprezzandone, molto e sin dalle prime righe dell’introduzione, il modo con il quale ha affrontato l’argomento.

E molto belle sono le pagine delle conclusioni che parlano di come sia indispensabile  il tenere viva la memoria del passato, citando il vecchio detto marinaio “Non è il vento, ma l’assetto delle proprie vele  a stabilire la rotta che si vuole seguire”. Concetto che la Fondazione dedicata ad Alvise vuole fare proprio, anche con questa pubblicazione, facendo memoria del passato e inserendo la tesi di Benedetta e questa nuova pubblicazione nel Centro Documentazione AlMa, uno dei 28 progetti avviati sinora.   

 

 Il mondo adesso ti appartiene…

 

Non dei perché, non dei ma... non dei forse...

Pochi purtroppo i ricordi che mi legano al sangue del mio sangue… dei non ricordi non scelti ...

Pensiamo di essere nati liberi... ma non abbiamo scelto... pensiamo di poter scegliere... ma siamo scelti…

Occhi blu, animo di Poeta voglio solo immaginarti, così mi accompagni...

Un grosso orologio a cipolla che penzola dal tuo taschino un po' stropicciato, una piccola chitarra a tracolla e fogliolini scritti che svolazzano dappertutto...

Tu nel tuo mondo di sogni dove pochissimi o forse nessuno è veramente entrato…

tu che ti aggrappi alle parole che la tua mente ti suggerisce e che speri non ti deludano…

tu accompagnato da una piccola musica dentro e fuori da un film di Fellini…

Trovatore d’altri tempi… mago per bambini... spazzacamino dai sogni infiniti… questo mondo non era degno dei colori della tua Poesia...

questo mondo non può comprendere i Poeti...

loro hanno il cuore che batte come flebili ali di farfalle variopinte e magicamente polverose... farfalline che vivono la loro eternità baciando i fiori.

Ci manchi, Poeta senza fine... , scrivi con le stelle i tuoi pensieri e mandaceli nelle nostre notti buie... colorati nel sole e tùffati come un giovane delfino nell'Infinito.

Il mondo adesso ti appartiene… più che mai... e noi restiamo qui, non per molto, rispetto alla tua Eternità!

 

Un bacio.